Preferisce non rispondere sul fenomeno Geolier, secondo a Sanremo con la sua I p’ me, tu p’ te in dialetto napoletano. Ma il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha già detto tutto su una certa narrazione delle armi, delle donne, della malavita, contenuta nei testi di molti autori giovanissimi. Lo fa in un’intervista a La Verità, poi ripresa dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, componente della commissione di Vigilanza Rai, che plaude alle parole del magistrato. «Quando penso a Napoli mi vengono in mente Pino Daniele, i fratelli Bennato, James Senese, Enzo Avitabile», dice al giornalista Gratteri, «molti sostengono che quella dei trapper sia una voce di protesta, ma quando assumono atteggiamenti misogini o si fanno riprendere con
Gratteri «non risponde» su Geolier ma sui rapper con il kalashnikov ha le idee chiare: «Né credibili, né educativi»
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