Alle vacanze a Ibiza come atto politico, Giorgia Soleri aggiunge carne al fuoco, o meglio fumo negli occhi di chi la segue: in una recente intervista concessa a Vanity Fair, l’influencer ha rivendicato l’impiego del make-up come mezzo d’espressione femminista. Pur volendo fare uno sforzo per comprendere a fondo il suo messaggio, osservando appena sotto la superficie il dubbio sorge spontaneo: non sarà mica un tentativo di elevarsi utilizzando come espediente un tema di dibattito come il femminismo?
Giorgia Soleri femminismo: non tutto può essere atto politico
I precedenti non depongono a favore di Soleri. Come anticipato, è di poche settimane fa la notizia che la vedeva con un gruppo di colleghe attiviste social recarsi a Ibiza come atto politico, testuali parole, all’insegna del dolce far niente. Ma se ogni scelta, ogni azione è un atto politico da mostrare e utilizzare come bandiera, tutto si appiattisce su un unico livello. Quello dell’attivismo social. Che problema c’è nell’ammettere di volersi godere dei giorni di vacanza in compagnia di amiche e colleghe? Nessuno, appunto. E ora, che male c’è nel voler sperimentare


