«Un attacco terroristico contro di noi». Con queste parole Olaf Scholz aveva descritto a caldo il massacro a coltellate avvenuto venerdì scorso a Solingen. Pochi giorni dopo l’attacco nella città del Nordreno-Westfalia, il cancelliere tedesco si era detto «in collera» per quanto accaduto e contro «quegli islamisti che minacciano la coesistenza pacifica» tra i tedeschi. Preannunciando quindi una stretta sull’uso delle armi e soprattutto sui coltelli autorizzati, ma anche sull’immigrazione, promettendo di «fare di tutto» perché «chi non ha il diritto di restare in Germania sia espulso». Oggi quelle restrizioni, annunciate tre giorni dopo la strage di venerdì scorso – dove 3 persone sono state uccise e 8 ferite – sono state presentate ufficialmente. Il governo federale ha infatti approvato
Germania, via alla stretta sui migranti dopo l’attentato di Solingen. Armi, respingimenti, sussidi: così Scholz prova a stoppare l’Afd
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