Frosinone – Nasce la rete “Restituire Futuro” con obiettivo il reinserimento lavorativo delle persone fragili

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Si è svolta presso la Cittadella Cielo di Frosinone la conferenza stampa di presentazione e la firma del Protocollo d’Intesa “Restituire Futuro”, promossa dall’Associazione Insieme verso Nuovi Orizzonti ODV nell’ambito del progetto “Nuovi Orizzonti per il Lavoro”, finanziato con i fondi dell’8×1000 a diretta gestione statale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa ha segnato l’avvio ufficiale di una rete territoriale che coinvolge istituzioni, servizi sociosanitari, sistema penitenziario e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di favorire percorsi strutturati di formazione, responsabilizzazione e reinserimento socio-lavorativo per persone in condizione di fragilità, in particolare con dipendenze o coinvolte nei percorsi dell’esecuzione penale.

Al centro dell’azione il progetto “Nuovi Orizzonti per il Lavoro”, che prevede la realizza-zione di 80 percorsi di reinserimento socio-lavorativo, accompagnati da attività di formazione professionale, inserimento lavorativo in contesti protetti, 30 tirocini di inclusione sociale della durata di sei mesi, servizi di co-housing e trasporto sociale, oltre a percorsi di orientamento e tutoring sui luoghi di lavoro. Parallelamente, sono state avviate anche azioni di prevenzione e sensibilizzazione nei contesti lavorativi, con incontri nelle aziende e una campagna informativa rivolta a oltre 500 lavoratori, con l’obiettivo di rafforzare la cultura del sostegno e dell’inclusione.

Determinante anche il contributo delle cooperative sociali Ali Blu e Ali Verdi, impegnate nei settori del catering, della manutenzione edile, agricola e del verde, che offriranno contesti di inserimento lavorativo protetto e graduale per i beneficiari del progetto. Nel corso dell’incontro, dopo i saluti istituzionali, Paolo Brigo, responsabile dell’Ufficio Progetti dell’Associazione Insieme verso Nuovi Orizzonti, ha illustrato obiettivi e struttura dell’iniziativa, sottolineando il valore della collaborazione tra i diversi attori del territorio.

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“Questo progetto rappresenta un segno concreto di speranza – ha detto Chiara Amirante, fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti -. Crediamo profondamente che ogni persona abbia un valore infinito e che, attraverso il lavoro e relazioni significative, sia possibile rinascere. ‘Restituire Futuro’ è un impegno condiviso per restituire dignità, fiducia e opportunità a chi desidera ricominciare.” “Il coinvolgimento del mondo imprenditoriale è fondamentale per costruire percorsi reali di inclusione – ha spiegato Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina -. Le imprese possono e devono essere protagoniste di un cambiamento culturale che valorizzi la persona e favorisca il reinserimento lavorativo.”

“Il tema delle dipendenze richiede un approccio integrato. Questo protocollo rafforza la collaborazione tra servizi sanitari e territorio, permettendo di accompagnare le persone non solo nella cura, ma anche nel loro reinserimento sociale e lavorativo.”,  la sottolineatura di Arturo Cavaliere, direttore generale della ASL di Frosinone, mentre Laura Notaro, vice direttrice della Casa Circondariale di Frosinone, ha dichiarato: “Offrire opportunità concrete durante e dopo il percorso detentivo è essenziale per prevenire la recidiva. Il lavoro rappresenta uno strumento fondamentale di riscatto e reintegrazione.”

Infine Giuseppe Caviglia, direttore dell’Ufficio esecuzione penale esterna di Frosinone, ha evidenziato: “Progetti come questo rafforzano il senso della pena come occasione di cambiamento. La rete territoriale è la chiave per costruire percorsi individualizzati e realmente efficaci”. La conferenza si è conclusa con la firma congiunta del Protocollo d’Intesa “Restituire Futuro”, siglato dalla fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, dalla Camera di Commercio di Frosinone e Latina, dalla ASL di Frosinone, dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Frosinone e dalla Casa Circondariale di Frosinone, sancendo così l’impegno condiviso a costruire un modello di collaborazione territoriale capace di mettere al centro la persona e il suo percorso di rinascita attraverso il lavoro, la formazione e il sostegno della comunità.

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