Si è svolto ieri presso la Prefettura di Frosinone un incontro tra il Prefetto Giuseppe Ranieri, le forze dell’ordine e le associazioni che si occupano di aiutare chi è in difficoltà economica affinché non finisca nelle spire mortali degli strozzini e del racket del pizzo. Tutto ciò affinché, è stato il messaggio scaturito dal vertice, nessuno resti solo a combattere la propria battaglia contro i criminali. Perché a volte non è sufficiente denunciare ma serve un aiuto vero e concreto.
Per questo il Prefetto ha chiesto alle associazioni di offrire servizi ancora più importanti. Chi finisce nella rete dell’usura deve poter contare su avvocati esperti, consigli pratici, soldi e sostegno economico e anche psicologici che aiutino a superare la paura e lo stress.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare le persone passo dopo passo, fino a quando non saranno uscite del tutto dal giro dei debiti e delle minacce. Spesso, è stato rilevato, chi è nei guai non parla perché si vergogna o perché ha paura. Ma proprio in questi momenti di crisi molte famiglie e piccoli negozianti rischiano di finire nelle mani sbagliate. Il vertice ha stabilito che bisogna migliorare l’ascolto: bisogna capire subito se qualcuno è in pericolo, prima che la situazione diventi irrimediabile.
Alla fine dell’incontro Polizia, Carabinieri e associazioni hanno garantito il proprio totale impegno di lavorare ancora più vicini e in stretta collaborazione. L’idea è quella di creare una vera e propria barriera intorno a chi lavora onestamente. Se qualcuno prova a minacciare un commerciante o a condizionare un’azienda, lo Stato deve intervenire subito per bloccarlo sul nascere.


