Immagini crude quelle che si vedono in Food for Profit, primo documentario della giornalista Giulia Innocenzi che da anni si occupa del benessere degli animali negli allevamenti e dell’impatto di questi ultimi sull’ambiente. Nell’ora e mezza di film, girato insieme al regista e sceneggiatore Pablo D’Ambrosi, si intrecciano due filoni narrativi. Il primo è quello visto in molte produzioni simili. Innocenzi, con l’aiuto di alcuni collaboratori, visita di nascosto vari allevamenti intensivi dove gli animali non vivono. Soffrono, si ammalano, vengono imbottiti di antibiotici e trattati come oggetti asserviti al solo scopo di produrre più carne e latte possibile. Quelli che non vengono uccisi da infezioni, ernie, o allevatori che non sono intenzionati a «sprecare» mangime per bestie considerate poco
Food for Profit, la regista Giulia Innocenzi: «Così le lobby della carne influenzano le politiche europee» – L’intervista
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