La cooperativa Medicina Democratica aveva lanciato l’allarme sui fumi tossici nel 2020. Lo scorso anno l’Arpat ha controllato lo stabilimento senza richiedere interventi
Il deposito petrolifero nella raffineria di Calenzano che oggi è stato teatro di una violenta esplosione che ha provocato morti e feriti era ad alto rischio d’incidente. A dare l’allarme nel 2020 era stata la cooperativa Medicina Democratica. «Se avvenisse un incidente rilevante, incendio o esplosione, sarebbe tagliata in due l’Italia, oltre ai danni prioritari per persone e lavoratori», aveva scritto l’ente. Il deposito di Calenzano, a metà strada tra Prato e Firenze, si trova infatti in un’area particolarmente delicata. A pochi metri c’è un centro commerciale da un lato e un centro abitato dall’altro. È vicinissimo


