«Ci sono tanti suoni diversi ma non ti dimentichi mai che sono i Fask» dicono a Open
«Ce lo siamo guadagnati un certo grado di libertà, abbiamo rischiato molto, ci siamo accollati delle cose che la gente non si accollerebbe mai, sempre pronti a fallire, non ce ne fregava una mazza» il successo dei Fast animals and Slow Kids non deriva soltanto dall’essere stati bravi nello sfruttare la tempistica di una certa wave, quel famigerato indie che ha rivoluzionato il mercato discografico italiano relativo al cantautorato, quindi la musica scritta, suonata, sudata nelle piccole sale di provincia. Una provincia come quella dei Fask, band fondata nel 2008 a Perugia e che lo scorso venerdì è uscita con il settimo album


