Il virus H5N1 ha causato la morte di milioni di uccelli e mammiferi in tutto il mondo, mettendo a rischio la biodiversità. Nonostante l’allarmante diffusione, l’impatto dell’epidemia è poco raccontato
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La scia di morte che l’influenza aviaria H5N1 continua a portarsi dietro è sempre più estesa, arrivando a toccare anche l’Antartide, come racconta un nuovo studio pubblicato su Nature Communication.
Con oltre 280 milioni di uccelli morti dal 2021, questa epidemia ha causato il più grande declino improvviso della popolazione mondiale di uccelli selvatici degli ultimi decenni. E non si tratta solo di uccelli: decine di migliaia di mammiferi sono stati colpiti, e il virus ha raggiunto persino l’Antartide, causando morie di elefanti marini e otarie.
Nonostante la portata globale dell’epidemia, l’impatto sulla biodiversità, l’agricoltura e la salute umana è stato sorprendentemente poco discusso. “Non sono sicuro che il pubblico sia consapevole dell’importanza dell’influenza aviaria”, ha affermato al quotidiano inglese The Guardian il professor Ashley Banyard, virologo dell’Animal and Plant Health Agency (APHA) del Regno Unito.
Un’epidemia globale
L’H5N1, originario degli allevamenti di pollame in
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