È una lettura a doppio taglio quella che emerge dai dati presentati dall’Istat sulla revisione dei conti nazionali relativa al triennio 2020-2022. L’istituto nazionale di statistica conferma il tasso di crescita del Pil nel 2022, pari al 3,7%, e rivede al rialzo di 1,3 punti percentuali la crescita 2021 che sale all’8,3%.
Al rialzo della crescita corrisponde il calo del rapporto tra debito e Pil, che nel 2022 passa da 144,7% a 141,6%, mentre quello del 2021 passa da 149,8% a 147%. Dati indubbiamente positivi che, come ha certificato anche la Commissione europea, si devono per buona parte alla spinta arrivata dal settore delle costruzioni, grazie agli incentivi edilizi, primo fra tutti il tanto vituperato Superbonus.
Doppio taglio
Ma se da una parte l’Istat non può nascondere questa verità dall’altra dà un colpo anche alla botte, fornendo un assist al governo nella sua guerra al 110%, e sostenendo che il Superbonus ha annullato i miliardi che erano stati portati dalla revisione dei conti che ha migliorato di 0,2 punti il deficit nel 2021.
Il governo, com’è noto, sta cercando di


