E se quella di Putin fosse tutta una messa in scena?

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Cosa sta succedendo realmente in Russia? Difficile dirlo. Sta di fatto che quanto accaduto nella giornata di sabato crea non pochi interrogativi sulla situazione nell’ex Unione Sovietica. Più che dare delle risposte, proviamo a farci le domande giuste.

Ci si sarebbe aspettato, innanzitutto, che dopo l’attacco interno di un gruppo di mercenari come quello della brigata Wagner, Putin se la prendesse con l’Occidente, dichiarando di aver alimentato l’azione del gruppo guidato da Yevgeny Prigozhin. Perché questo non è successo?

Non solo. Considerata la scarsa capacità bellica della brigata Wagner in rapporto alla potenza dell’esercito russo, perché non c’è stata alcuna ostruzione militare? L’avanzata verso Mosca dei mercenari di Yevgeny Prigozhin è stata una passeggiata più che un attacco al Cremlino. Un’azione tanto rapida ed indolore avrebbe potuto essere stata portata a termine soltanto con il perfetto accordo tra quelli della Wagner e l’esercito russo; ma se quest’accordo c’era, perché si sono fermati ad un passo dalla vittoria facendo tutti dietrofront?

Inoltre, perché Putin è stato così magnanimo da dichiarare di voler di fatto perdonare, senza alcuna ripercussione, i traditori della Wagner? E ancora,

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