C’era una volta la globalizzazione, mantra inattaccabile delle élites politiche ed economiche occidentali come via certa per rendere il mondo più integrato, più ricco e più libero. Le picconate delle crisi finanziarie in Occidente prima, del rafforzamento di regimi capitalistici ma autocratici poi, delle guerre degli anni ’20 infine, hanno distrutto quel mito. Le rivolte degli elettori in buona parte dell’Occidente con i successi di Brexit e di tribuni populisti hanno fatto il resto, convincendo anche i più fidi custodi dell’ortodossia liberale a rivedere i fondamentali. A mettere una pietra sopra quel sogno d’inizio millennio è ora anche Mario Draghi, che libero da compiti istituzionali (se non la predisposizione di un rapporto per le istituzioni europee) ha riconosciuto oggi a
Draghi dice addio alla globalizzazione: «Ha fallito, il mondo è cambiato. Prepariamoci a nuovi shock e a governi sempre più indebitati»
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