Lui diede fuoco alle ex moglie e per i giudici la sua fu una “azione meditata da tempo”.
Il piano criminale di Ciro Russo per vendicarsi di Maria Antonietta Rositani ridotta in fin di vita è stato riassunto nelle motivazioni della sentenza con cui un tribunale che ha condannato l’uomo. La vittima riportò gravissime ustioni che le ricoprivano il 50% del corpo. Maria Antonietta era uscita dal Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria solo dopo 20 mesi.
Diede fuoco alla ex moglie: le motivazioni
Ecco un brano delle decisione: “L’imputato ha dimostrato una volontà di perseverare nell’obiettivo programmato, ossia quello di punire la moglie per la fine della loro relazione, per la detenzione successiva alla denuncia sporta”.
E ancora: “Nonché per l’intento di proseguire nell’azione legale, finalizzata alla separazione e all’affido esclusivo del figlio minore, e un’assenza di qualsivoglia ripensamento critico dei propri atteggiamenti”.
Auto speronata e benzina addosso
La sentenza d’appello per il tentato omicidio della donna sta tutta qua, donna che per mezzo dell’avvocato Alessandro Elia si è costituita parte civile nel processo contro l’ex marito

