La guerra commerciale annunciata e scatenata da Trump il 2 aprile colpisce duramente i mercati finanziari e l’export italiano verso gli USA con tariffe al 20%. L’allarme dell’FMI si unisce alle preoccupazioni dei piccoli imprenditori, che stimano perdite significative e temono per la sopravvivenza delle attività minori, mentre l’UE prepara le prime contromisure
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Un terremoto finanziario e commerciale sta scuotendo l’economia globale. La decisione di Donald Trump di imporre dazi “reciproci” ha innescato quella che potrebbe diventare una guerra commerciale di proporzioni storiche, con l’Italia tra i Paesi più vulnerabili alle conseguenze.
Con l’entrata in vigore dei dazi USA, la tempesta ha travolto i mercati: le tariffe doganali hanno mandato in fumo 2.000 miliardi di dollari a Wall Street e 422 miliardi in Europa. L’allarme è stato lanciato anche dal Fondo Monetario Internazionale, che vede nei dazi “un rischio significativo alle prospettive globali in un momento di crescita lenta”.
Il “Liberation Day” di Trump
Il 2 aprile, dalla Casa Bianca, il presidente americano ha proclamato quello da lui definito “Liberation Day“: dazi minimi del 10% per
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