Dura la vita della presidente candidata. Da quando ha rotto gli indugi e annunciato la sua corsa per un bis alla guida della Commissione europea, poco meno di un mese fa, Ursula von der Leyen si trova nella delicata posizione di chi deve tenere i piedi in due scarpe: quella istituzionale di una presidente uscente e quella politica della candidata in corsa. Equilibrismo reso più difficile da un fattore interno e da uno esterno. Quello esterno: l’Ue si sente sotto attacco, prossima vittima sacrificale di una possibile tremenda tenaglia Putin–Trump. E deve dunque correre per rendersi davvero indipendente – sul piano militare, economico, energetico – prima che sia troppo tardi. Quello interno: è tutt’altro che chiaro quale sarà la maggioranza
Dalla Groenlandia all’Egitto, von der Leyen vola alle frontiere d’Europa in cerca di risorse (e di voti)
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