Dal G20 al G2, il passo potrebbe essere molto breve. Alla vigilia del summit dei leader che sta per svolgersi a Bali, in Indonesia, il contesto internazionale è infatti tale per cui la riunione dei 20 grandi del pianeta potrebbe limitarsi a essere lo sfondo dell’unico appuntamento che in questo momento conta davvero: l’attesissimo faccia a faccia tra il presidente statunitense Joe Biden e il leader cinese Xi Jinping. Del resto, l’efficacia dell’esercizio G20, che negli anni si è imposto dopo la crisi economica del 2009 dalla quale discende la sua costituzione, come una sorta di Davos della politica internazionale per il suo carattere relativamente informale e per aver progressivamente allargato le sue competenze dalle questioni macroeconomiche e finanziarie a quelle di governance globale, si è ridotta con il passare del tempo e in particolare quest’anno. Certamente non solo per colpa della presidenza di turno indonesiana (ovvio, non un attore dal peso geopolitico di primo piano) ma soprattutto a causa della difficile congiuntura internazionale che vede la Russia ai margini del G20 (e infatti il presidente Vladimir Putin


