La metamorfosi di Giorgia Meloni è compiuta. Ma non parliamo di quella personale e umana, con la separazione dal compagno Andrea Giambruno. Ma di quella che si sta compiendo in Europa col progressivo distacco dagli amici sovranisti e il sempre più vicino sostegno alla cosiddetta maggioranza Ursula che, con i socialisti e sotto l’egida dei Popolari europei, intende confermare von der Leyen alla guida della Commissione europea.
A farsi portavoce di questa metamorfosi è stato ieri Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia. “Un bis della von der Leyen? Sicuramente si sta comportando molto bene nei confronti dell’Italia”, ha detto il fedelissimo meloniano, per ora “abbiamo avuto un buon asse con i popolari in Europa”.
E ancora più chiaramente la presa di distanza dai sovranisti è evidente in un’altra sua dichiarazione: “Certamente abbiamo buoni rapporti con Orbán ma non è mai stato nel gruppo dei conservatori europei. Tante volte votiamo diversamente”.
Da sovranisti a partito di sistema: le ragioni della metamorfosi
A determinare questa metamorfosi è stato il doppio flop della destra di Vox in Spagna (a luglio) e del


