La pesca intensiva dei krill sta privando balene, foche e pinguini della principale fonte di nutrimento: la denuncia di Sea Shepherd delle conseguenze dell’arrivo dei super pescherecci industriali
@Sea Shepard @Øystein Paulsen/Wikipedia
In uno degli ambienti più remoti e incontaminati del pianeta, l’Oceano Antartico, si sta combattendo una delle battaglie più importanti per la tutela della biodiversità marina. A guidare questa lotta è Sea Shepherd, organizzazione ambientalista nota per le sue campagne dirette contro le attività di pesca illegale e distruttiva.
L’attenzione, questa volta, è rivolta alla pesca intensiva del krill, minuscolo crostaceo che rappresenta un elemento essenziale per l’intero ecosistema antartico. Il krill antartico è la principale fonte di nutrimento per balene, foche, pinguini e molte altre specie.
Tuttavia il crescente interesse commerciale verso questi animali ha portato all’arrivo di super pescherecci industriali provenienti da diversi Paesi, come Cina, Norvegia e Ucraina, che operano indisturbati nelle zone di alimentazione delle grandi balene. Le conseguenze sono devastanti: animali marini intrappolati nelle reti, ecosistemi alterati e intere aree depauperate della loro risorsa vitale.
Scene drammatiche quelle raccolte
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