Piove sul bagnato per il comparto agricolo ed enogastronomico della provincia di Frosinone. L’ultimo bando dell’Arsial, finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze tipiche del Lazio, ha premiato solo una minima parte delle istanze arrivate dal territorio ciociaro. Dei circa 1.000.000 di euro messi a disposizione dall’Agenzia regionale, alle realtà locali andranno meno di 145.000 euro: una quota che non raggiunge neanche il 15% del budget complessivo.
Il bilancio è amaro: su 231 proposte presentate a livello regionale da enti locali, Pro loco e realtà associative per animare la stagione primavera-estate, solo 67 hanno ottenuto il via libera finanziario. In provincia di Frosinone la selezione è stata ancora più severa: appena 11 i progetti promossi, a fronte di ben 52 candidature. Sebbene la quasi totalità delle istanze ciociare (41 su 52) fosse formalmente corretta, la carenza di fondi le ha relegate nel limbo degli “ammessi ma non finanziati”. Un caso a parte riguarda il Comune di Ceccano, unico ente della provincia escluso per vizi formali a causa di una dimenticanza burocratica: l’assenza della sottoscrizione del primo cittadino.
La mappa dei contributi
A guidare la classifica dei promossi, con un punteggio di 81, figurano la “Festa dell’agricoltura” di Patrica (che incassa 15mila euro), la “Sagra della lumaca” di Castrocielo (5mila euro) e l’iniziativa “Il Gusto della tradizione” di Sant’Andrea del Garigliano (oltre 14mila euro).
Seguono a ruota, con 80 punti, eventi consolidati come la “Festa del mandolone” di Filettino e le manifestazioni di Aquino e Arnara (tutte intorno ai 15mila euro), oltre alla “Cabernet Experience” promossa dalla Comunità montana Valle di Comino, che ottiene il finanziamento più alto del lotto superando i 18mila euro. Riescono a rientrare in extremis nella graduatoria utile anche Isola del Liri, Esperia, Pofi e Arpino, con punteggi di 79.
Beffa finale, invece, per Settefrati, San Donato Val di Comino e Guarcino, che pur avendo ottenuto valutazioni alte (tra 77 e 78 punti) restano senza fondi per l’esaurimento del plafond. Stessa sorte per il Parco dei Monti Simbruini e per altre 37 iniziative del territorio che non vedranno un euro.
Polemica politica a Ceccano
Il fallimento del progetto “Vinaria”, per il quale il Comune di Ceccano aveva ipotizzato un investimento di 20mila euro a Castel Sindici, ha scatenato un terremoto politico. L’esclusione dovuta alla firma mancante è diventata il bersaglio di Riccardo Del Brocco (FdI). L’ex assessore ha attaccato frontalmente la giunta Querqui, evidenziando il paradosso di un ente che aderisce a uffici strategici per i fondi europei ma cade su una banalità procedurale: «Mentre si riempiono la bocca con visioni strategiche e protocolli d’area vasta – ha affondato Del Brocco – la realtà ci dice che perdiamo treni importanti perché manca la firma del sindaco. Un dilettantismo che contrasta con i risultati della nostra precedente gestione, dove l’efficacia era del 100%».


