L’area dove sarebbe sorto il parco industriale è stata venduta due volte dall’amministrazione a proprietari diversi: la vicenda è finita in tribunale
Un’inchiesta giudiziaria, un possibile risarcimento da 92 milioni di euro e tanta delusione: questo resta del sogno di una cordata di imprenditori italiani che voleva costruire in Cina una città del marmo. Al momento, però, gli unici soldi di cui si parla sono i 60 milioni investiti a Dafeng, nella provincia di Jiangsu, e «bruciati». Lo racconta Massimo Gallus, cavatore di Orosei, al Corriere. È il presidente di Ouhua, la società costituita a Hong Kong per portare avanti l’iniziativa imprenditoriale sulle sponde del mar Giallo. L’idea era quella di creare un hub del marmo dove far arrivare via nave


