Consumer Reports ha testato quasi 100 tra alimenti e bevande, classificandoli in base ai livelli di ftalati per porzione. Sebbene non ci sia un livello sicuro confermato dagli scienziati, i risultati mostrano variazioni significative tra prodotti simili e gli esperti suggeriscono strategie per limitare l’esposizione (per quanto possibile)
Quando acquistiamo qualcosa al supermercato spesso non ci rendiamo conto del lungo viaggio che quel prodotto ha fatto per arrivare sulle nostre tavole e del mondo complesso e intricato della produzione alimentare. Una recente indagine, condotta da Consumer Reports, ci riporta alla realtà, sottolineando come in tantissimi prodotti che consumiamo regolarmente vi siano tracce di composti chimici plastici, noti come bisfenoli e ftalati, con potenziali rischi per la salute.
Consumer Reports ha testato una serie di prodotti del supermercato ma anche dei fast food per scoprire se e in che misura contenevano bisfenoli e ftalati negli imballaggi di plastica, metallo e carta. I risultati rivelano che, nonostante le crescenti preoccupazioni sulla sicurezza di tali sostanze, queste persistono nei nostri cibi.
Il test è stato condotto su quasi 100


