Da Kiev arriva netta la presa di distanza dalla strage alla Crocus city hall di Mosca, con l’ufficio di presidenza di Volodymyr Zelensky che assicura di «non avere nulla a che fare» con l’attacco alla periferia della capitale russa da parte di un commando di uomini in mimetica che hanno fatto fuoco sulla follo con armi automatiche. A ribadire l’estraneità di Kiev è stato anche il consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak: «L’Ucraina non ha mai utilizzato metodi di guerra terroristici». Per Kiev «è importante condurre operazioni di combattimento efficaci, azioni offensive per distruggere l’esercito regolare russo». E lo stesso ha fatto da subito Washington, con il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby che ha dichiarato: «Non c’è
Chi c’è dietro la strage di Mosca, Kiev nega ogni coinvolgimento. Le accuse sulla «provocazione» di Putin e i sospetti del Cremlino
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