Scoperto un business di macellazione abusiva di cavalli dall’Umbria alla Puglia. Gli animali, finiti nelle mani di malviventi, venivano spediti verso locali adibiti a macello e uccisi clandestinamente per la loro carne
Immagine di repertorio @Canva
Cavalli stremati, malati, feriti, allevati per altri scopi e, divenuti non più produttivi, uccisi in mattatoi clandestini. Non siamo in Argentina, Paese al centro di inchieste per le brutalità dell’industria equina, bensì in Italia in un giro di affari tra maltrattamenti e irregolarità.
A portarlo alla luce sono stati i Carabinieri del NAS di Perugia che, supportati dai NAS di Bari, Torino e Alessandria nonché dai Comandi Provinciali di Perugia, Barletta-Andria-Trani, Novara e Cuneo, hanno sgominato una rete di macellazione illegale di cavalli non destinati alla produzione alimentare dall’Umbria alla Puglia.
I cavalli venivano acquisiti o ceduti a titolo gratuito dagli stessi proprietari, ignari delle fine che i loro animali avrebbero fatto in altre mani. Trasferiti in Puglia, talvolta in camion sovraffollati in viaggi e in condizioni indicibili, li attendeva la morte.
Grazie a un escamotage per rimuovere gli esemplari


