Non una vicenda che riguarda il governo, perché non ci sono irregolarità, ma piuttosto «legata al pettegolezzo». Secondo Vittorio Sgarbi la vicenda che ha coinvolto Gennaro Sangiuliano e la non-consulente Maria Rosaria Boccia non ha risvolti sull’operato del ministro della Cultura e a «Metropolis», su Repubblica.it, il critico d’arte ha ricostruito caso così come è andato secondo lui. «La nomina a consulente da parte di un ministro non discende da procedure concorsuali, ma dall’intuizione», spiega l’ex sottosegretario di Sangiuliano. Il ministro, che oggi ha avuto un lungo colloquio con Meloni, ha incontrato l’imprenditrice di Pompei, a maggio come sostiene o prima come ribadisce Boccia, e ha pensato che potesse essere la persona giusta per assumere il ruolo di consulente. «Tutto
Caso Boccia, per Sgarbi lo stop alla nomina è arrivato da dentro la famiglia di Sangiuliano: «Un pasticcio legato all’infatuazione per quella donna»
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