Gentile e cara Senatrice,
Le esprimo tutta la mia solidale ed affettuosa vicinanza in questa giornata che richiama a tutti noi il dovere di far vivere quei valori tanto brutalmente calpestati insieme ai corpi di coloro che ne erano portatori quali semplici cittadini probi ed operosi, rispettosi della comunità. Quindi non necessariamente partecipi di atti eroici di Resistenza, ma normali persone, innocue, amanti del buon vivere.
Il che rende ancor più atroce la ferocia assassina consumata ai loro danni con tanta orribile e spietata pianificazione. Atrocità che non vanno dimenticate come le odierne manifestazioni “per la Memoria” sembrano dimostrare. Ma Lei non è ottimista sul perdurare di questa sensibilità. E la Sua riflessione non va né sottovalutata, né ridimensionata, come qualcuno invece si è affrettato a fare. Mi è già capitato di osservare che la reattività ad una infamia, l’adorante coinvolgimento verso persone od eventi straordinari perdurano, più o meno, per la generazione che ne è stata protagonista, per poi man mano scemare consunti da un simbolico acido corrosivo che ne offusca e poi annulla la memoria.


