Il gruppo PVH, di cui fanno parte brand come Calvin Klein e Tommy Hilfiger hanno deciso di boicottare il cotone ottenuto con lo sfruttamento degli uiguri. In risposta la Cina ha fatto causa a PVH
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La questione degli uiguri, una minoranza musulmana che vive nella regione cinese dello Xinjiang, è da anni al centro di un conflitto tra interessi economici e diritti umani. Gli uiguri sono soggetti a repressioni da parte del governo cinese, accusato di portare avanti un “genocidio culturale” o “etnocidio” nei loro confronti.
Queste accuse includono lavoro forzato, detenzioni di massa in campi di internamento dove vengono sottoposti a torture fisiche, psicologiche e violenze sessuali, separazioni dalle famiglie, sradicamento della loro cultura e religione e altre violazioni dei diritti umani.
Proprio per questo motivo il gruppo PVH – che possiede marchi famosi come Calvin Klein e Tommy Hilfiger – ha deciso di boicottare il cotone proveniente dallo Xinjiang nel 2020 al fine di evitare il coinvolgimento in filiere produttive collegate a violazioni dei diritti umani. Tuttavia questo boicottaggio non è stato accolto bene


