Per gli animalisti viterbesi, l’ipotesi di una legge che consenta la caccia ai cinghiali anche in città e nei parchi è “una barbarie”. Secondo i cacciatori, invece, “non esistono altre soluzioni”. Nel mentre, l’emergenza prosegue e gli ungulati si stanno avvicinando sempre di più al centro storico, l’ultimo avvistamento ieri a due passi da viale Raniero Capocci, pochi metri prima delle mura del centro storico.
L’emendamento 78.015, presentato da Fratelli d’Italia ed approvato in sede di bilancio, parla di abbattimenti di fauna selvatica per motivi di sicurezza stradale anche in aree protette e in città. Con il parere favorevole dell’istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale, la norma non costituirà attività venatoria e le persone deputate alla caccia saranno formate e dotate di apposita licenza. I cinghiali che saranno abbattuti saranno sottoposti ad analisi igienico-sanitarie e, in
caso negativo, saranno destinati alla macellazione e al consumo
alimentare.
Il provvedimento ha suscitato le ire delle associazioni ambientaliste e animaliste, in particolare Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf. Sabato scorso, Lav Viterbo è scesa in piazza per protestare contro
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