Esattamente 204 anni fa veniva scoperta sull’isola di Milos la straordinaria statua ellenica risalente al 130. a.C., divenuta icona di fascino e mistero e fonte di ispirazione per il cinema
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L’8 aprile di 204 anni fa, sull’isola greca di Milos, avveniva un ritrovamento eccezionale: l’Afrodite di Milo, meglio conosciuta come Venere di Milo. A scoprirla non furono gli archeologi, ma un contadino di nome di Yorgos Kentrotas che, mentre lavorava la terra, si ritrovò tra le mani la sinuosa statua di marmo bianco destinata a diventare un’icona per il mondo dell’arte.
L’opera greca, che al momento della scoperta era già priva di braccia, è stata attribuita dagli studiosi ad Alessandro di Antiochia e sembrerebbe risalire al 130 a.C. Non si sa bene quale episodio mitologico volesse rappresentare lo scultore; molto probabilmente si tratta di una raffigurazione della dea Afrodite mentre porge il pomo d’oro a Paride.
La straordinaria statua ellenica di due metri, che incarna l’ideale classico di bellezza, lasciò l’isola di Milo a bordo di una nave francese dopo una lunga trattativa. Divenne motivo di


