“Non è un salvataggio pubblico”, ci dicono da Berna. Ma affinché si chiuda l’affare Credit Suisse – UBS, il governo svizzero cambia regole in corsa e neutralizza gli azionisti.
EDITORIALE + Tutto è bene quel che finisce bene, almeno per i mercati finanziari e per i soliti noti. Credit Suisse finirà nelle mani di UBS, rivale storica che ad un prezzo stracciato si porterà a casa un grande gruppo bancario, per quanto in difficoltà. Dall’altro lato anche Bitcoin ne approfitta, correndo oltre i 28.000$ per poi correggere ma in modo soft.
Un weekend da paura e delirio, che tra le tante ricorderà a tutti anche perché Bitcoin nacque e perché tutti, comprese le autorità svizzere, ci tengono a ripetere che non si tratta in alcun modo di un salvataggio pubblico – per quanto in realtà si siano rimosse e cambiate regole solo per permettere a questo accordo di andare avanti.
E chissà cosa ne penseranno gli azionisti, che non verranno consultati perché di tempo ce n’è troppo poco e di conseguenza il governo svizzero ha deciso certe leggi, a questo


