Beatrice Venezi dice che essere conservatori «è imperdonabile». E che nei suoi confronti «il gioco è sempre lo stesso: distruggere il proprio nemico attaccandolo sulla sua competenza tecnica, cercando di smontare una preparazione costruita in decenni — studio da quando ho 6 anni e da 12 lavoro come direttore d’orchestra». La direttrice d’orchestra dice che «è il meccanismo Mia Martini: a forza di dire che portava sfiga sappiamo la fine tragica che ha fatto. Ma penso che se c’è questo accanimento nei miei confronti in definitiva mi temono», spiega in un’intervista al Corriere della Sera.
Voce fuori dal coro
E dice che si sente una voce fuori dal coro, come il titolo del suo programma: «Sicuramente c’è qualcosa di autobiografico. Esprimo


