Bali ha vietato l’accesso ai templi alle donne che hanno il ciclo mestruale seguendo la convinzione che il sangue mestruale possa contaminare i luoghi sacri
@Agung Pandit Wiguna/Pexels
Bali, celebre meta turistica dell’Indonesia, ha recentemente introdotto una serie di nuove regole per gestire il comportamento dei visitatori stranieri. Tra queste misure, una in particolare ha attirato grande attenzione: il divieto di accesso ai templi per le donne durante il ciclo mestruale.
Secondo le autorità locali, questa disposizione nasce dalla convinzione che il sangue mestruale possa contaminare i luoghi sacri, considerati puri secondo le tradizioni induiste dell’isola. Il governatore Wayan Koster ha annunciato queste direttive come parte di una strategia per garantire che il turismo sull’isola rimanga rispettoso, sostenibile e in linea con i valori culturali locali.
La misura ha suscitato molte polemiche, soprattutto perché non è chiaro come verrà applicata o controllata. Le spiegazioni offerte rimandano a credenze tramandate oralmente, secondo cui le donne mestruate sarebbero più soggette a svenimenti o fenomeni “mistici” nei templi, e che la loro presenza potrebbe perfino causare disastri naturali nei villaggi
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