Il castello di carta di Baby Gang crolla ancora una volta. Il trapper Zaccaria Mouhib, vera e propria icona dello streaming con oltre 6,6 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, è tornato dietro le sbarre. Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Lecco hanno eseguito una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere, nell’ambito di un’operazione che ha visto impegnati decine di militari in numerose perquisizioni.
Le accuse che pesano sul ventiquattrenne sono pesantissime: detenzione illegale di armi, rapina e maltrattamenti. Nonostante i tentativi di riabilitazione attraverso la musica e i successi nelle classifiche internazionali, i guai giudiziari continuano a perseguitare l’artista, già protagonista in passato di cronache legate a sparatorie e scontri con le forze dell’ordine.
L’arresto odierno segna un punto di rottura per la carriera del trapper, che proprio in questo periodo stava pianificando nuovi tour e uscite discografiche. L’operazione dei militari di Lecco punta a smantellare un contesto di illegalità che, secondo gli inquirenti, vedrebbe il giovane coinvolto in episodi di violenza che vanno ben oltre la narrazione “di strada” dei suoi testi.






