Ci avevano annunciato che dall’anno prossimo i pedaggi sarebbero stati meno cari e invece, come accade di frequente, è successo l’esatto contrario: a partire dal 1° gennaio 2026 scatterà l’aumento delle autostrade che costeranno in media l’1,5% in più, con un picco di quasi il 2% sulla A3 Salerno-Pompei-Napoli e aumenti superiori all’1% sulla maggior parte delle altre tratte. “Colpa” (si fa per dire) di una sentenza della Corte Costituzionale che ha definito illegittimo il blocco degli aumenti con cui dal 2020 i vari Governi che si sono succeduti avevano stoppato i rincari.
AUMENTO AUTOSTRADE BLOCCATO DAL 2020
In Italia, per legge, l’adeguamento delle tariffe autostradali viene stabilito annualmente dai piani economici e finanziari (PEF) firmati dai concessionari e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli aumenti tengono conto dell’inflazione basata sull’indice dei prezzi al consumo, degli investimenti sostenuti dai concessionari per migliorare la sicurezza e di indicatori di efficienza e qualità del servizio. Tuttavia dal 2020 gli aumenti sono stati bloccati ogni anno dal MIT in attesa di rinegoziare i PEF con i concessionari (e anche, nei primi


