Anche se non ha effetti collaterali, anche la musica può innescare un meccansimo di dipendenza, che ci impenisce di concentrarci davvero su ciò che stiamo facendo: vi spieghiamo come riconoscere tale meccanismo e come contrastarlo
@Canva
Viviamo in un’epoca caratterizzata da una molteplicità di dipendenze, molte delle quali non sono riconosciute immediatamente come tali.
Se un tempo si parlava principalmente di tabacco, alcol o droghe, oggi nuove forme di dipendenza sono entrate a far parte della nostra quotidianità, spesso tollerate o persino incoraggiate dalla società, dai media, dalla pubblicità.
Cibo spazzatura, videogiochi, pornografia e social network sono solo alcune delle attività che creano assuefazione, specialmente nei più giovani.
Queste dipendenze, apparentemente innocue, si sviluppano sin da bambini, quando la capacità di autoregolazione non è ancora completamente formata. Ma cosa hanno in comune? Una parola chiave: dopamina.
Alla ricerca della gratificazione istantanea
Come spieghiamo spesso nei nostri articoli, la dopamina è un neurotrasmettitore, spesso definito come


