I genitori “guscio d’uovo” reagiscono in modo emotivamente imprevedibile e instabile a situazioni anche banali, con i figli che vivono nella paura di scatenare scatti d’ira o sbalzi d’umore
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Il termine “eggshell parenting”, o genitorialità “guscio d’uovo” si sta sempre più diffondendo. Si riferisce a uno stile genitoriale caratterizzato da reazioni emotive instabili e imprevedibili, che costringono i figli a “camminare sulle uova” per evitare conflitti o reazioni negative.
Questo comportamento crea un ambiente di tensione costante in cui i bambini vivono nella paura di scatenare scatti d’ira o sbalzi d’umore da parte dei genitori. La psicologa americana Kim Sage ha coniato questo termine per descrivere famiglie in cui i genitori, spesso senza rendersene conto, manifestano comportamenti emotivamente instabili, generando una dinamica di ipervigilanza nei figli.
In questo contesto, i bambini imparano a essere estremamente cauti, cercando di adattarsi alle emozioni dei genitori, che possono passare rapidamente dalla calma alla rabbia. Ad esempio, un piccolo incidente come rompere un bicchiere potrebbe scatenare una reazione eccessiva e sproporzionata, seguita poi da un rapido ritorno alla normalità.
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