È in atto, come ha detto Papa Francesco, una terza guerra mondiale combattuta a pezzi nel pianeta con il rischio dell’olocausto nucleare. Nelle ultime ore scenari apocalittici attraversano la terra santa, luoghi in cui Gesù ha predicato amore e non odio. Eppure i governi, soprattutto quelli occidentali, sanno solo parlare il linguaggio della guerra e delle armi e ci stanno conducendo dritto dritto verso l’inferno.
Napoli e le altre città potrebbero realizzare quello che i governi hanno rinunciato a fare
Con le guerre non si costruisce un futuro migliore, si piangono morti e feriti, si consolidano odi che genereranno inevitabilmente nuove violenze. Eppure la forte propaganda mediatica e politica che sostiene i guerrafondai – non solo nel nostro Paese – nasconde anche il nesso di causalità tra guerra e profonda crisi sociale ed economica, per non parlare delle devastazioni ambientali che stanno provocando bombe, uranio impoverito, armi chimiche, la distruzione di foreste, inquinamenti di falde acquifere e mari.
Il caro vita, i carburanti alle stelle, i prezzi schizzati in alto, le bollette fuori controllo, derivano in buona parte dalle guerre,


