Alcuni libri dell’epoca vittoriana continuano a essere tossici e potenzialmente pericolosi per bibliotecari e librai che li maneggiano frequentemente: la causa sono alcuni pigmenti velenosi a base di piombo e cromo, utilizzati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per rendere più attraenti le copertine in tessuto.
Questo è quanto emerge dalle analisi effettuate dai chimici della Lipscomb University negli Stati Uniti, i quali hanno presentato i risultati del loro studio al congresso dell’American Chemical Society.
“Questi libri antichi con coloranti tossici potrebbero essere presenti in università, biblioteche pubbliche e collezioni private – spiega la chimica Abigail Hoermann – quindi vogliamo trovare un modo per aiutare tutti a capire a cosa sono esposti con questi libri e come conservarli in sicurezza”.
La ricerca è partita dopo che i bibliotecari della Lipscomb University si sono rivolti al dipartimento di Chimica dell’università per analizzare alcuni libri con copertine dai colori vivaci, risalenti al XIX e ai primi del XX secolo. I ricercatori hanno utilizzato diverse tecniche analitiche, tra cui la fluorescenza a raggi X, per rilevare la presenza di


