«Non volevo ucciderlo, né che rimanesse ferito gravemente». Una parziale ammissione in sostanza, quella che Pietro Costanzia di Costigliole ha rilasciato al giudice durante l’udienza di convalida del fermo nel carcere delle Vallette di Torino. Il 23enne, di nobili origini, è stato fermato dalla polizia mercoledì 20 marzo per l’aggressione con un machete a un coetaneo in via Panizza, nel quartiere Mirafiori Nord. L’accusa è di tentato omicidio, la vittima è stata aggredita in strada da due persone in scooter. Per le ferite riportate, è stato necessario amputargli una gamba. Durante l’interrogatorio subito dopo il fermo, Costanzia avrebbe negato di conoscere la vittima, sostenendo di non essere in possesso né di uno scooter, né di un machete. Assistito dai legali
Aggressione con machete a Torino, l’ammissione di Pietro Costanzia: «Non volevo uccidere». Arrestato anche il fratello
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