Un team di ricerca ha sviluppato un metodo innovativo per la depolimerizzazione del PET, utilizzando un batterio termofilo ingegnerizzato: con un’efficienza del 96,7%, rappresenta un’importante svolta per la gestione sostenibile dei rifiuti plastici e l’economia circolare
Un gruppo di scienziati ha introdotto un approccio innovativo per la depolimerizzazione del polietilene tereftalato (PET), utilizzando un biocatalizzatore a cellula intera basato sul batterio termofilo Clostridium thermocellum. I risultati, pubblicati sulla rivista Journal of Hazardous Materials, dimostrano un tasso di conversione del PET del 96,7%, evidenziando il potenziale di questa tecnologia nel contrastare l’inquinamento da plastica e promuovere un’economia circolare.
Il PET, uno dei polimeri plastici più diffusi e derivato da combustibili fossili, rappresenta una sfida ambientale significativa a causa della sua resistenza alla degradazione e dell’accumulo nelle discariche. Per questo motivo, ottimizzare il riciclo del PET è essenziale per ridurre la dipendenza dal petrolio, abbassare le emissioni di carbonio e limitare l’impatto dei rifiuti plastici sull’ecosistema.
Vantaggi della biocatalisi
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