La mattina del 29 ottobre sono state abbattute le due torri dell’ex centrale Enel di Tor del Sale. Un momento storico per la città che, dopo la chiusura dell’altoforno Afo 4, si avvia verso una nuova era di riqualificazione ambientale e di sviluppo turistico sostenibile
Un boato, una nuvola di polvere e poi il silenzio. È così che si è conclusa la mattina del 29 ottobre a Piombino, con l’abbattimento delle due iconiche ciminiere dell’ex centrale Enel di Tor del Sale. Alte 197 metri e visibili a chilometri di distanza, le torri facevano parte dello skyline del Golfo di Follonica dal 1977, anno in cui entrò in funzione la centrale termoelettrica. Dismessa nel 2015, la centrale rappresentava un simbolo dell’era industriale di Piombino, un passato a cui la città sta cercando di dare un nuovo volto.
L’abbattimento delle ciminiere, avvenuto tramite microcariche esplosive, è un passaggio fondamentale nel più ampio progetto di smantellamento e bonifica dell’area. Dove un tempo sorgeva la centrale, simbolo di un’industria energivora e inquinante, nascerà una struttura turistico-ricettiva, in linea con la vocazione
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