Brutte notizie per Paul Watson e per l’ambientalismo: la Groenlandia ha deciso di prolungare la detenzione preventiva dell’attivista, ignorando le prove video presentate dalla difesa. Watson, che ha già trascorso 73 giorni in prigione, lancia un appello per la difesa degli oceani e del diritto all’attivismo
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La battaglia legale di Paul Watson, fondatore della Sea Shepherd Conservation Society, continua tra mille difficoltà. La giustizia groenlandese ha deciso di estendere la sua detenzione preventiva, nell’istituto penitenziario di Nuuk, fino al 23 ottobre, negando la possibilità di presentare prove video a sua discolpa. Una decisione che sta suscitato indignazione e preoccupazione.
“Questo è il mio 73° giorno in prigione“, ha dichiarato Watson in un accorato appello. “Ho perso i compleanni dei miei figli, che hanno appena compiuto 3 e 8 anni. I miei accusatori sono criminali, e non è solo la mia opinione: lo dice il tribunale internazionale di Giustizia e la Corte Federale Australiana”.
L’attivista si riferisce alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 2014, che ha stabilito l’illegalità del programma di caccia alle balene giapponese
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