Un nuovo studio conferma un preoccupante collegamento tra gli allevamenti intensivi e l’antibiotico-resistenza. 7 casi su 10 di infezioni resistenti negli Usa sono attribuibili al consumo di pollo
@Canva
L’antibiotico-resistenza si verifica quando i batteri sviluppano la capacità di resistere agli antibiotici, rendendo le infezioni più difficili da trattare. Si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria che potrebbe portare alla morte di quasi 40 milioni di persone entro il 2050, come stimato da uno studio. Ma cosa c’entra il pollo?
C’entra eccome, già diverse ricerche scientifiche hanno tracciato un collegamento tra gli allevamenti intensivi di pollame e lo sviluppo di questo preoccupante fenomeno. Negli allevamenti intensivi, infatti, l’uso eccessivo di antibiotici per prevenire malattie e promuovere la crescita degli animali ha portato allo sviluppo di ceppi di batteri resistenti, che si trasferiscono poi all’uomo attraverso il consumo di carne contaminata, alimentando così il problema dell’antibiotico-resistenza.
Recentemente un nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’Ineos Oxford Institute for Antimicrobial Research e pubblicato sul Journal of Infection, ha confermato che il pollo è una delle principali fonti di infezioni
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