Assolto perché il fatto non sussiste: è questa la sentenza che pone fine a un procedimento durato quasi tre anni. È quello che ha coinvolto il fortunatissimo piastrellista brasiliano Ricardo G.T. , accusato di appropriazione indebita dopo che aveva tentato di incassare per intero una vincita da 2 milioni di euro al Gratta e Vinci. Cifra che, secondo due suoi colleghi ed ex amici, derivava da un investimento comune e dunque andava divisa.
Il caso
Tre anni di carcere, oltre che una equa spartizione della vincita. Era questa la richiesta avanzata a inizio giugno dal pm Alberto Sergi: l’accusa era di appropriazione indebita del montepremi della grattata vincente. Christian C. e Giovanni S., operai e stretti amici di Ricardo, sostenevano
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