I funghi radiotrofi di Chernobyl, come il Cladosporium sphaerospermum, potrebbero proteggere gli astronauti dalle radiazioni cosmiche, grazie alla loro capacità di convertire radiazioni in energia
@Medmyco – Wikimedia Commons
I funghi scoperti a Chernobyl, come il Cladosporium sphaerospermum, sono diventati un esempio perfetto di come la vita possa adattarsi anche nelle condizioni più estreme, sfidando ogni logica. Mentre gran parte degli organismi farebbe di tutto per evitare la radioattività, questi funghi la cercano e se ne nutrono, un po’ come se per loro le radiazioni fossero il sole delle piante.
Questi funghi hanno attirato l’attenzione degli scienziati proprio per questa loro capacità unica: anziché essere distrutti dalle radiazioni, ne fanno una risorsa per vivere. Dove la maggior parte della vita scomparirebbe, loro trovano il modo di prosperare. È come se ci ricordassero che la natura non smette mai di sorprenderci, e che l’adattamento è una forza potentissima.
Il ruolo della melanina
La chiave di questa incredibile capacità sta nella melanina, una sostanza che conosciamo bene perché è quella che protegge la nostra pelle dal sole. Ma in
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