Sono trascorsi tre anni da quando i talebani hanno preso il controllo dell’Afghanistan. Sono passati dall’insurrezione all’autorità, hanno imposto la loro interpretazione della legge islamica e hanno cercato di rafforzare la loro pretesa di legittimità. E le donne? Ridotte a pura nullità e cancellate dalla vita pubblica
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Non puoi più cantare, né recitare, né tanto meno leggere ad alta voce in pubblico se in Afghanistan sei una donna. Muta devi stare, perché non meriti nemmeno di stare a questo mondo. È la legge che lo impone, mica noi miseri mortali. Quella legge islamica che qui i talebani hanno preso e stravolto a loro piacimento, in tre anni di innumerevoli decreti, direttive e dichiarazioni che hanno solo preso di mira donne e ragazze, privandole dei loro diritti fondamentali e sviscerando la loro autonomia.
Era l’agosto del 2021, infatti, quando i talebani (ri)conquistavano Kabul, la capitale dell’Afghanistan, dando inizio al loro regime. Le promesse fatte inizialmente alle donne sono state tutte subito infrante e la loro libertà è stata calpestata da imposizioni discriminanti e terribili.
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