La Libia «non è un porto sicuro». Riportare i migranti nel Paese nordafricano costituisce reato di «abbandono in stato di pericolo di persone minori o incapaci e di sbarco e abbandono arbitrario di persone». Sono questi i passaggi chiave di una sentenza della Corte di Cassazione destinata a fare giurisprudenza, dato che mette fuorilegge la prassi ormai stabilita e gli accordi internazionali che prevedono sussidi alla Guardia Costiera libica affinché questa freni i flussi migratori. Obiettivo che nel Paese africano è stata perseguito anche con la violenza. Secondo il codice della navigazione, infatti, le persone soccorse in mare devono subito essere portate in un luogo sicuro. La sentenza è quella con cui arriva la condanna definitiva al comandante del rimorchiatore
La Libia non è un porto sicuro: portarci i migranti è un reato. Cosa dice la storica sentenza della Cassazione
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