La sonda Chang’e-5, la prima a catturare materiale lunare in più di mezzo secolo, ha portato diverse sorprese sulla Terra tra i resti di regolite nel 2020, inclusa una sconcertante combinazione di minerali di silice
Gli scienziati sanno che i crateri visibili oggi sulla superficie della Luna sono il risultato dell’impatto di oggetti spaziali, di diverse dimensioni, che in varie epoche sono precipitati sulla superficie. Ma queste voragini non sono l’unica cosa che questi oggetti hanno lasciato con il loro impatto. Lo scontro degli oggetti spaziali ha provocato pressioni e temperature tali che la loro impronta può ancora essere tracciata nelle rocce e nella polvere che ricoprono la superficie lunare, la cosiddetta regolite. E questi “indizi” rivelano gran parte del passato del nostro satellite dimostrando come la sua storia sia ancora da scoprire. Oggi possediamo diverse raccolte di questa polvere lunare arrivata sulla Terra da varie missioni, soprattutto statunitense e dell’ex Unione Sovietica. Tuttavia, nel 2021 – più di mezzo secolo dopo l’ultima missione simile (la sovietica Luna 24 -) la Cina è emersa come la terza potenza spaziale in


