Sul deficit Meloni si gioca l’osso del collo: addio alle promesse elettorali o scontro frontale in Ue

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La certezza si avrà solo mercoledì, quando il Consiglio dei ministri varerà la Nadef. Ma intanto già tiene banco il tema della manovra e del deficit che il governo ha intenzione di applicare per il prossimo anno. La prossima legge di Bilancio, la prima davvero targata Meloni, sarà probabilmente intorno ai 25, massimo 30, miliardi. 

La maggioranza sembra dover mettere da parte diverse promesse elettorali, salvo che non decida di applicare un deficit maggiore rispetto a quello previsto. Per il momento l’esecutivo non fornisce numeri, ma quali sono le ipotesi ritenute al momento più probabili?

Crescita ferma e poche risorse per la manovra

Il primo problema per il governo riguarda un’economia in frenata, con la crescita al di sotto delle aspettative. Ciò complica ovviamente anche la strada del deficit, che il governo vorrebbe evitare di portare al di sopra del 4%, secondo quanto spiega il Sole 24 Ore. Il tetto, comunque, dovrebbe essere più alto di quello previsto dal Def.

L’altra grande incognita è quella della crescita. La Commissione europea prevede un +0,9% per il Pil nel 2023 e +0,8%

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