Troppa edilizia. Poca coscienza. Italo Calvino nel 1957 pubblicò La speculazione edilizia, un sottile monito agli impresari degli anni Cinquanta che con le loro costruzioni ingrigivano il paesaggio della riviera ligure. A distanza di più di sessant’anni, il suo romanzo risulta quanto mai attuale e ben esprime il disagio legato alla catastrofe alluvionale che negli ultimi giorni ha portato al collasso l’Emilia-Romagna. O meglio, ne esprime la fase precedente: quella dell’ingordigia, del voler e voler fare sempre di più. E poi ancora. Fino a cadere poi a picco dalla montagna di polvere costruita insaziabilmente negli anni.
Consumo del suolo, agricoltura intensiva e cambiamenti climatici
«Continuiamo a costruire moltissimo nel nostro Paese, troppo. Dobbiamo riportare la natura nelle nostre città» ha dichiarato a Fanpage.it l’ingegnere per l’ambiente e il territorio e responsabile scientifico dei rapporti nazionali sul consumo di suolo presso l’ISPRA Michele Munafò. Il dissesto idrogeologico è alla base dei dati raccolti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale): nel 2021 l’Emilia Romagna, soprattutto nelle zone di pianura dove si concentra la gran parte delle attività, ha


