Bisognerà forse arrendersi ed accettare che alcuni prodotti, specie quelli industriali, non saranno più “quelli di una volta”, come nel caso del maionese. Uno dei cavalli di battaglia del marchio Calvé ha cambiato ricetta e, a quanto pare, il gusto. Sulle recenti confezioni appare direttamente sul vetro la scritta “con olio di soia”, ingredente che non risulta però sull’etichetta. Il nuovo elemento ha preso il posto del tradizionale olio di girasole, che caratterizzava uno dei condimenti per eccellenza delle patatine fritte e dei sandwich.
Ricette modificate
La ragione esposta dal marchio, che fa capo alla Unilever, è indicata sul sito. “A seguito dell’attuale crisi internazionale e della conseguente carenza di olio di girasole, in alcuni dei nostri prodotti potremmo essere costretti a sostituire questo olio con altri oli vegetali”, dichiara la Calvé. La soia, secondo i protocolli in vigore, dovrebbe però essere indicata come allergene. L’azienda ha specificato sempre sul proprio sito che questo cambio di ingrediente non dovrebbe porre problemi, dato che “durante il processo di raffinazione dell’olio ne vengono estratte tutte le proteine (che sono gli agenti responsabili delle reazioni immunitarie verso la soia)”. L’olio di soia impiegato, sostiene il marchio, dovrebbe essere sicuro e adatto al consumo “anche da parte di persone allergiche a tale ingrediente”.
Colture in mutamento
Il caso della maionese non è isolato. Il conflitto in Ucraina, oltre a far schizzare i prezzi sugli scaffali e soffrire i portafogli di milioni di italiani, ha modificato innanzitutto il reparto agricolo e le coltivazioni dell’intera Unione


